Mi spiego: quando qualche democristiano o socialista negli anni '70 e '80 diceva le stesse cose, nelle stesse tragedie, ne aveva diritto, perché seppur con speculazioni politiche di ogni tipo, con un malaffare cronico nei sistemi a democrazia parlamentare, con un cinismo andreottiano assurto a principio politico e finanche etico, pur tuttavia quei personaggi (che non rimpiangiamo affatto) non si sperticavano in lodi sguaiate nei confronti del liberismo, non disponevano i cittadini proni di fronte alle banche d'affari, non cancellavano il ruolo della Banca d'Italia nella gestione del credito pubblico, non violentavano la costituzione iscrivendovi il principio del pareggio di bilancio, non ammazzavano tutti gli enti locali, (ma in particolar modo i piccoli comuni) esautorandoli da ogni possibilità di agire per la stessa sopravvivenza dei cittadini in nome del fiscal compact, non rendevano matematicamente impossibile qualsiasi intervento per definizione economicamente in passivo, come la prevenzione idrogeologica. Facevano schifo, per mille motivi. Ma non raggiungevano i vostri primati da guinness in materia di ipocrisia criminale.

Voi, invece, predicate per ogni dove la vostra fede nel capitalismo e nell'economia di mercato (salvifica catarsi da ogni timida pulsione di cittadinanza sociale) e ci venite a dire che siete vicini a chi di quell'economia è vittima; a chi ha perso tutto perché per decenni, con un'accelerazione spaventosa proprio negli ultimi "vostri" 20 anni, avete incentivato la distruzione del territorio, strozzando ed intubando, fiumi, torrenti e ruscelli; a chi vede concretizzarsi sulla propria pelle le conseguenze di quella criminale e pervicace insistenza nel considerare l'ambiente una variabile dipendente dal capitalismo, anziché dalle leggi fisiche dell'universo, ed il territorio una superficie edificabile.

Voi, che avete favorito in ogni modo accumuli enormi di energia nell'atmosfera con uno sconsiderato uso di combustibili fossili (mentre da decenni esistevano mezzi, tecniche e tecnologie per sostituirli con produzione di energia da fonti davvero rinnovabili), e nel contempo creavate di sana pianta il rischio mettendo infrastrutture e cittadini dove neppure i castori andrebbero a costruire le proprie tane. È di un mese fa l'entrata in vigore dell'ennesimo decreto legge, che avete fatto chiamare dai vostri media "sblocca italia", alludendo al superamento delle burocrazie che spesso arrestano in modo idiota opere utili o necessarie: ma la burocrazia per voi è idiota anche (e soprattutto) quando controlla il malaffare, difende la salute dei cittadini ed il territorio ed il paesaggio. Per questo va fermata, non certo per impedire che beghe fra ditte appaltatrici di opere pubbliche fermino opere necessarie ricattando i comuni. Quanti sono i casi di questi contenziosi che dovrebbero essere sanati con interventi, questi si di urgenza, da parte dello Stato, intanto con il manlevare i comuni dalla responsabilità economica di certi ricorsi? Ma intervenire sugli interessi, non sempre limpidi, di imprese private, per sbloccare certe opere è contrario alla vostra fede nel capitalismo di mercato.

Introdurre invece il silenzio assenso che scatti dopo 60 giorni, dà garanzia di approvazione a certe pratiche (anche senza doverle spostare in fondo alla pila…). E non considerare più rifiuti i materiali di risulta di ogni tipo di scavo (come tecnicamente esattamente sono) e poterli impiegare ovunque senza più controlli e tracciabilità, gioverà più a chi deve smaltire mezza Ape di terra, o ai Clan dei Casalesi? Insomma c'è una burocrazia che copre interessi del Capitale, e questa è intoccabile. C'è una burocrazia che controlla mafia, malaffari e assalti al territorio, ed alla salute dei cittadini, e questa va abolita. Dichiararsi solidali con Genova, ma lasciare i sindaci, anche i meno simpatici, nella trappola del fiscal compact è esercizio di infamia. Considerare peccaminoso che i comuni dispongano di un congruo numero di dipendenti pubblici in grado di prevenire, con una manutenzione continua, il rischio idrogeologico (dal controllo dei tombini e della regimazione delle acque delle strade periurbane, …), è promozione di tragedie annunciate. Mettere nello stesso calderone del "debito", l'usura esercitata dalle Banche private nei confronti dello Stato e gli stipendi di chi lavora negli Enti pubblici e contribuisce a tenere in piedi quel poco che resta di società, è, a dir poco, la "grande truffa".

Presto detto: o si è con le leggi del Capitalismo o si è con la difesa del territorio: tertium non datur.

Alberto Gabrielli
Responsabile Ambiente della Segreteria Provinciale Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Imperia