• L'11 marzo 1977, nel corso di durissimi scontri tra studenti e polizia nella zona universitaria di Bologna venne ucciso il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso. Alle successive proteste degli studenti, Cossiga, Ministro dell’Interno, rispose mandando gli M113 nella zona universitaria ( si trattava di veicoli per trasporto truppe, cingolati e progettati per ospitare una squadra di fanteria completamente equipaggiata e fornire alle truppe l'appoggio di fuoco ravvicinato di una mitragliatrice montata sulla torretta).

 

  •  Il 12 maggio 1977 l’assassinio, a Roma, della diciottenne Giorgiana Masi, uccisa da un proiettile calibro 22 nel corso della manifestazione indetta per celebrare il terzo anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio. Conservo ancora la serie di foto che, da subito, dimostrarono la presenza di poliziotti armati di pistola e travestiti da manifestanti. Cossiga era sempre Ministro dell’Interno!



  • Nel 1985 divenne l'ottavo presidente della Repubblica Italiana, succedendo a Sandro Pertini. Per la prima, e unica, volta nella storia repubblicana, l'elezione avvenne al primo scrutinio, con una larga maggioranza (752 su 977 votanti): Cossiga ricevette il consenso oltre che della DC anche di PSI, PCI, PRI, PLI, PSDI e Sinistra indipendente. Forse fu un premio per l’attività da lui svolta in Gladio (di cui, per successiva dichiarazione dello stesso Cossiga, il PCI era a conoscenza!), organizzazione segreta finanziata dalla CIA e più volte chiamata in causa in occasione di vari attentati terroristici, nell’ambito della strategia della tensione (1969-84). O per aver inserito nel “comitato di crisi”, da lui costituito in occasione del rapimento Moro, diversi esponenti della P2 (compreso Gelli sotto falso nome!)



  • Tra le sue celebrate esternazioni da Presidente della Repubblica, particolarmente agghiacciante fu quella contro il magistrato Rosario Livatino, definito sprezzantemente “giudice ragazzino”. Livatino fu assassinato dalla mafia nel 1990.


  • Il 23 ottobre 2008, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, propone al Ministro dell'Interno Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della legge 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, "le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale"

…….IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!