11 settembre 1973.


moriva  Salvador Allende, il presidente del Cile caduto per il colpo di stato fascista.

Allende è stato, ed è tuttora, una grande figura della sinistra internazionale: democraticamente eletto, fu rimosso mentre difendeva, armato, il palazzo presidenziale della Moneda dai carri armati del suo stesso esercito, guidati dal generale assassino Augusto Pinochet, la cui dittatura sanguinaria è proseguita fino al 1990.

Un golpe sostenuto senza mezzi termini dalla Cia e dal capitalismo internazionale, di cui Allende da tempo denunciava gli enormi abusi nei confronti dei popoli del mondo.

Le parole dell' ultimo discorso di Allende ai cileni: "Mi rivolgo all'uomo del Cile, all'operaio, al contadino, all'intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l'obbligo di procedere. Erano d'accordo. La storia li giudicherà"