Alla Presidenza del CONAF

Consiglio dell' Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e dottori Forestali

 

 

A proposito dell’ apertura della Commissione Europea agli OGM, il Presidente dell’ Ordine degli Agronomi e Forestali – il mio Presidente - pur con un accenno alla prudenza, si è lasciato andare ad una affermazione (“la scienza non può essere fermata”) tanto teoricamente ovvia, quanto retorica e pericolosa nella sostanza.

La propaganda pro OGM da sempre fa leva sulla presunta necessità di accrescere la produzione quantitativa agricola per sfamare il mondo, quando, senza bisogno di citare i numeri forniti dalle  Agenzie ed Organizzazioni che della fame conoscono i problemi, è sotto l’ occhio - purché non bendato - di chiunque abbia frequentato un cassonetto rifiuti del mondo ricco (non sempre “sviluppato”) che il problema è esclusivamente di equa distribuzione e non di produzione e che già oggi l’ Agricoltura globale produce assai più del fabbisogno alimentare globale.

Che la nostra professione, fondata sulla, perlomeno discreta, conoscenza dei meccanismi biologici che regolano il ciclo della materia mosso dal flusso dell’ energia solare attraverso la fotosintesi, resti accecata dalle magnifiche sorti e progressive di tecnologie votate al profitto piuttosto che al progresso è davvero sconsolante. Come se l’ agricoltura dovesse farsi carico non già di sfamare il mondo, bensì di fare accumulare grassi a pochi e ricchezza a pochissimi, e sottrarre suolo al cibo od alle foreste per produrre benzina.

 

Resta poi, sul piano strettamente delle opportunità  per il nostro settore agricolo d’ eccellenza

(“la diversità biologica delle nostre produzioni……. presupposto per uno sviluppo economico delle aree rurali dei nostri territori”) il problema della perdita di valore del settore del biologico chiaramente non più in grado di garantire quell’ immagine che faticosamente si andava costruendo, ed un pesante problema di democrazia connesso all’ imposizione a tutti del polline transgenico. (con buona pace di Manuel Barroso che non vuole imporre la coltura e “la cultura” degli Ogm in Europa).

 

Nel nostro lavoro ci riferiamo spesso alla deontologia come elemento distintivo di qualità morale e professionale: per continuare a farlo dovremo avere il coraggio, collettivo, di accostarci ai problemi globali con attenzione, sfuggendo ai facili miti della tecnologia (che non è scienza pura, ma applicazione, in un determinato contesto economico e di rapporti di forza, di alcune, talora entusiasmanti, “scoperte”).

 

                                                                                                Cordialmente

 

                                                                                      Alberto Gabrielli

 

Dott. Forestale - Consigliere dell’ Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Imperia

 

 

Pieve di Teco 3 marzo 2010