Se ancora sentiamo parlare di Ospedale Unico nella provincia di Imperia veramente abbiamo sbagliato santo! Sì perchè S.Padre Pio batte i nostri S.Giovanni e S.Leonardo. Infatti a S.Giovanni Rotondo , in provincia di Foggia, poco meno di 30 mila abitanti c'è un ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” che conta circa 1200 posti letto e ha un completo DEA di 2° livello con tanto di Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Politraumatologia , ecc.  La costruzione di questo ospedale fu fortemente voluta da padre Pio ; già nel 1954 furono costruiti i primi ambulatori e le prime corsie di degenza. Sicuramente  ogni anno si recano a S. Giovanni Rotondo centinaia di migliaia tra visitatori e pellegrini , ma anche nella nostra provincia oltre ai “semplici “ residenti (circa 220 mila ) vengono ogni anno molte decine di migliaia di turisti.

In vece a Imperia , capoluogo di provincia con più di 40 mila abitanti, a Sanremo e a Bordighera  si vogliono  chiudere i tre  ospedali  e trasformarli in semplici poliambulatori  (altro che case della Salute !) per costruire un Ospedale Unico “vagamente” nel comune di Taggia. Insomma non ci resta che appellarci a qualche santo !

A fine settembre è stato inaugurata a Sanremo una struttura poliambulatoriale in via Carli che al mattino funzionerà per i pazienti istituzionali e al pomeriggio per l'attività di “libera professione dei medici ASL”. Come giustamente intitolato dalla stampa locale del 26/9 trattasi di Poliambulatorio e non certo di  Casa della Salute. L'amministrazione ASL fino ad ora ha generato ambiguità volendo chiamare Case della Salute ciò che altro non è se non un poliambulatorio. Le Case della Salute , presenti in altre regioni soprattutto la Toscana, non sono in sostituzione degli ospedali e garantiscono una continuità assistenziale multispecialistica diurna per  pazienti ovviamente non critici dal loro  accesso fino alla diagnosi e cura.

Vorrei intanto  ricordare che  l’intero consiglio provinciale ha votato all’unanimità in data 19 novembre 2007 un ordine del giorno  favorevole ad un nuovo (e non unico!) ospedale moderno baricentrico con DEA di 1° livello , con tutte le strutture, i servizi  ed i reparti specialistici d’eccellenza , STRETTAMENTE  VINCOLATO  al mantenimento degli Ospedali di Bordighera e di Imperia con sede di Pronto Soccorso + OBI ( letti di osservazione breve intensiva)  e letti di degenza per patologie di media e bassa intensità, cure intermedie, riabilitazione ( RSA), dialisi, servizi specialistici ambulatoriali e diagnostici con  D. Surgery e D. Hospital.

Secondo il piano sanitario regionale , nella provincia di Imperia  mancano circa 200 posti letto per acuti e un centinaio di posti letto per riabilitazione (RSA), per non parlare di alcune centinaia in meno di posti letto accreditati nelle Case di Riposo ; anche i servizi assistenziali sul territorio (ADI) pur potenziati risultano gravemente insufficienti a garantire una continuità assistenziale per l'intera settimana ai pazienti domiciliari. La quota capitaria cioè quanto la Regione versa all'ASL 1 per ogni suo residente, resta significativamente più bassa rispetto alle ASL savonese e genovesi.

Lunghe liste di attesa per visite  specialistiche,  esami strumentali e interventi di D. Surgery oculistico, dermatologico, generale, ecc. e contestualmente rapidissime liste per l'attività intraospedaliera a pagamento ; gravissima è la mancanza di ambulatori odontoiatrici con attività di ortodonzia e impiantologia e gravemente insufficiente è la fisioterapia ambulatoriale nonostante lo sforzo degli operatori addetti. Affollamento e lunghe code ai tre Pronto Soccorso i cui posti letto di osservazione breve intensiva (OBI) sono ancora largamente insufficienti e all'Osp. di  Imperia addirittura inesistenti!  Congestione dei reparti di degenza nei tre ospedali , spesso col tutto esaurito, anche per la grave carenza di posti per cure intermedie , riabilitative o di sollievo.

Infine una popolazione  di ultrasessantacinquenni che si aggira intorno al  28 % ( ben al di sopra della media nazionale) e  un territorio , quello della nostra  ASL , prevalentemente collinare e montuoso con profonde valli che si spingono nell’interno per decine di Km, viabilità scadente con pochi Km di Aurelia “bis”,  Aurelia a mare sempre  molto trafficata  e binario unico da S. Lorenzo fino a Cervo.

 

 

 

Il progetto Ospedale Unico  prevederebbe , secondo quanto esposto nel giugno 2007 , la chiusura dei 3 ospedali + i 3 Pronto Soccorso e la costruzione di alcuni poliambulatori (neanche Case della Salute ! ) + un ospedale appunto UNICO da circa 630 posti letto per acuti e 50 per la riabilitazione nel comune di Taggia . Quest'ultimo ospiterebbe i medesimi reparti di base e specialistici attualmente presenti nei tre presidi senza alcuna nuova specialità; il DEA resterebbe di I livello. Dunque non si capisce perché dovrebbero diminuire le “fughe” di pazienti in altre ASL o addirittura regioni .E soprattutto non si capiscono i sostanziali vantaggi.

Pertanto secondo noi del PRC , ma anche secondo molti cittadini - utenti che in questi mesi stanno firmando un documento “contro l'ospedale Unico”, forze sindacali, operatori sanitari, comitati e altre forze politiche , tale progetto sarebbe un GRAVE arretramento dell'offerta sanitaria per i cittadini della provincia di Imperia da sempre penalizzati .

Con le elezioni regionali ormai prossime, il PRC imperiese chiede con forza alla amministrazione ASL e all'attuale assessorato regionale alla Sanità di ritirare tale progetto  e di rivederlo alla luce di quanto espresso unitariamente in consiglio provinciale poco meno di 2 anni fa.

 Evidentemente serve a poco essere virtuosi nel contenimento della spesa farmaceutica e nella distribuzione diretta se poi ci tocca subire ennesime chiusure di Ospedali.

L'Ospedale dell'Angelo di  Mestre, preso enfaticamente a modello sulla stampa locale appena pochi giorni fa, è  un nosocomio di circa 550 posti letto ma , e questo NON è stato precisato, con un DEA di 2° livello cioè con Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Politraumatologia e Medicina Nucleare, tutti reparti che , OVVIAMENTE , mancano ora e mancherebbero anche nell'ipotetico ospedale unico. Insomma il modello è preso evidentemente solo per il contenitore e non per il contenuto cioè le specialità!!! Se proprio vogliamo trovare un modello  noi vorremmo  ispirarci   all'Ospedale “Casa sollievo della sofferenza “ di S.Giovanni Rotondo ! Grazie a S. padre Pio e un po' meno ai nostri Giovanni e Leonardo.