"Prendendo spunto da un intervento di una lettrice di Sanremonews su alcune persone senza dimora (nome corretto per definire i cosiddetti 'clochard') che permangono in alcune zone di Sanremo, volevo cortesemente fare alcune osservazioni:

  • le persone senza dimora, sulle quali esistono studi approfonditi sociologici, psicologici, etc. (vedi sito www.fiopsd.org), sono persone che hanno vissuto nella loro vita grossi traumi familiari e personali, che hanno rilevanti problematiche psichiatriche, spesso totalmente prive di supporti di ogni tipo; sono sia italiane che straniere;
  • queste problematiche sociali andrebbero affrontate con grossi interventi sociali ma, purtroppo, come è noto a ogni cittadino minimamente informato, l'Italia è tra i paesi europei uno di quelli che spende meno in politiche sociali (insieme a Grecia, Portogallo ed i paesi neocomunitari dell'est europeo tipo la Romania), come del resto in politiche sanitarie, abitative e della pubblica istruzione (e i risultati si vedono);
  • il Decreto (IN)sicurezza appena approvato creerà molte nuove persone senza dimora ed insicurezza per loro (sicuramente) e per tutti i cittadini (perlomeno percepita): la norma che prevede la non concessione della residenza a persone che abitano in allogi senza "abitabilità" (chissà nei nostri centri storici quanti ce ne sono!), colpirà molte famiglie italiane povere anche con bambini e anziani che, in quanto privi di residenza, non avranno più diritto all'assistenza sanitaria, al medico ed al pediatra di famiglia, ad acquistare i farmaci salvavita, alla pensione, ad iscriversi al Centro per l'impiego, ad avere un lavoro etc. Si capisce immediatamente come e dove finiranno tali persone e famiglie... prima o poi in mezzo alla strada. L'articolo del decreto che impedisce ai bambini immigrati nati in Italia, la cui madre è irregolare, di essere registrati allo stato civile e di conseguenza alle ambasciate dei loro paesi di provenienza, a parte il fatto 'ripugnante' di creare bambini di serie b inesistenti, creerà persone invisibili che resteranno in Italia e non saranno in alcun modo identificabili, nemmeno nei paesi di provenienza dei genitori (alla faccia della sicurezza!);
  • in conclusione, la povertà e l'emarginazione grave, di immigrati e di italiani, si affronta con politiche sociali serie e non con spot mediatici atti ad "incantare" i cittadini poco preparati ed informati. Purtroppo, in assenza di interventi sociali e preventivi seri, come detto la povertà aumenterà a dismisura e così l'insicurezza reale e percepita; speriamo che con la disoccupazione dilagante, con i tagli selvaggi del governo a sociale, sanità ed istruzione, una mattina non ci svegliamo e di colpo ci accorgiamo che siamo noi, persone 'perbene', o qualche nostro congiunto o amico, che stiamo per finire in strada, con qualcuno che inviterà le autorità, non ad aiutarci e sostenerci, ma a farci 'smammare'. E meno male che ci diciamo cristiani...".

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Ora che la pericolosa “associazione a delinquere” senegalese è stata sgominata, finalmente a Sanremo ci sentiamo tutti un po’ più sicuri e tranquilli. Se la tanto declamata "tolleranza zero" si concretizza nell’arresto di innocui “vu cumprà”, gli sceriffi nostrani e i loro padrini politici hanno veramente ben poco di cui sentirsi orgogliosi e fieri. La giustizia borghese, mite e tollerante con i ricchi e i potenti, ha infatti colpito senza pietà gli ultimi e i poveracci, cui fra l’altro era appena stata prospettata una via d’uscita dall’illegalità. D’accordo nel sanzionare i reati, ma il trattamento riservato a queste persone lascia quantomeno perplessi; l’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare si è infatti trasformata in una sorta di “caccia all’uomo nero”, con decine di fermati puntualmente scarcerati per l’insussistenza dei presupposti cautelari. Ma si può sapere quale sorta di terribile minaccia rappresentano costoro nell’immaginario collettivo, per essere additati come i principali colpevoli del degrado sociale e urbano? E non si parli di ripristino della legalità, per favore: per anni abbiamo avuto un esercito di “pataccari” nostrani, senza che nessuno se ne lamentasse; forse perché avevano la pelle bianca? La verità è che nel paese delle diciassette “leggi ad personam” risulta più semplice e comodo accanirsi sempre e solo contro i poveracci. I peccati veniali dei senegalesi impallidiscono letteralmente di fronte ai crimini commessi in Africa da eserciti e mercanti europei. Ma guardateli negli occhi, questi pericolosi delinquenti, mentre vi offrono la loro mercanzia: vi incutono forse terrore? Hanno mai sfiorato una donna o aggredito qualcuno? Assolutamente no. Mai e in nessun caso. E allora cerchiamo di ragionare con la nostra testa senza condizionamenti mediatici: c’è da aver paura solo di leggi naziste che causano stragi di innocenti nelle acque del Mediterraneo e condannano ad una sorte atroce donne e bambini nei lager libici. Nascere poveri o ricchi non è questione di merito, bensì di fortuna; in una società giusta ed equa le esigenze di sicurezza e legalità vanno conseguite mediante lo sviluppo del senso civico, della solidarietà sociale e della tolleranza per i diversi, ossia dalle virtù civili e politiche che sono esattamente opposte alla paura e al sospetto di tutti verso tutti. Queste vergognose operazioni di pulizia etnica sono moralmente inique ed assolutamente inutili: arresti e galera non fanno paura a chi fugge dalla fame. “I poveri non vi lasceranno dormire”, scrisse profeticamente padre Alex Zanotelli dalla sua missione africana. La nostra voce, seppur isolata ed abitualmente censurata, sarà sempre libera e lontana dal coro dei servi.
Il Partito della Rifondazione Comunista valuterà pertanto l’opportunità di fornire assistenza legale gratuita ai cittadini senegalesi ancora rinchiusi dei centri di identificazione ed espulsione.

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 Come ampiamente previsto, la “tolleranza zero” del sindaco Zoccarato mostra tutti i suoli limiti e lo costringe ad un vistoso voltafaccia nei confronti degli alleati leghisti.

Ricordando oggi i manifesti elettorali della Lega Nord raffiguranti il sit-in del senegalesi in piazza S.Siro, lo slogan: “Loro voterebbero Borea !!”  non  può che far sorridere….

Dopo aver basato la campagna elettorale sulla necessità di riportare l'ordine e la sicurezza in città minacciando sfracelli ed invocando l’esercito ed aver quindi emanato assurde ordinanze e divieti, il primo cittadino si è infine appropriato senza averne titolo e merito dei risultati conseguiti dalla Magistratura nella lotta alla criminalità italiana e straniera, spacciandoli quali conseguenze della sua presunta “linea dura”.

Purtroppo per lui e per le sue iniziative, i clienti francesi non sembrano però tanto appassionati da elefantini e giraffe in legno, quanto piuttosto dalle false griffes commercializzate da italianissimi camorristi e vendute poi al dettaglio da poveracci stranieri. D’altra parte, prima dell’arrivo dei senegalesi,  la vendita di tali prodotti era materia esclusiva di soggetti italiani noti e conosciuti, nei cui confronti nessuno ha mai pronunciato parole di condanna.

Non sarà che per caso qualcuno è infastidito non tanto dal reato in sé, bensì dal colore della pelle di chi lo commette? 

In realtà, le problematiche derivanti dai flussi migratori non possono essere gestite e risolte in ambito municipale, bensì destinando alle politiche di cooperazione e sviluppo le risorse impiegate nelle guerre di invasione camuffate da missioni di pace e fornendo all’Autorità Giudiziaria adeguate risorse ed idonei strumenti normativi, ossia l’esatto contrario della strada finora seguita dall’attuale maggioranza di Governo.

 

 

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