Nonostante il popolo italiano si sia già pronunciato contro a larghissima maggioranza nel referendum del 1987, il governo Berlusconi torna a puntare sulla produzione dell'energia nucleare, sottoscrivendo un accordo con la Francia per la costruzione di 4 reattori nucleari nel nostro Paese.

Il Governo vuole introdurre il nucleare ad ogni costo, imponendolo alle popolazioni, ai Comuni, alle Regioni, prevedendo per legge una gestione autoritaria delle procedure, militarizzando la localizzazione delle strutture nucleari, costituendo un'Agenzia per la Sicurezza sotto il suo stretto controllo politico e quindi mettendola nell'impossibilità di tutelare la salute e l'ambiente con la necessaria indipendenza.

Noi diciamo No al nucleare perché non è vero che sarà l'energia del futuro, che è economicamente competitivo, che serve a ridurre le emissioni di gas serra, che non ci siano alternative.
Un ritorno al nucleare è scientificamente inconsistente, molto pericoloso e parecchio costoso perché l'energia nucleare:

  • non è né abbondante né pulita. Dosi comunque piccole di radiazioni, sommandosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi (tumori, leucemie, effetti sulle generazioni future) ai lavoratori e alle popolazioni;
  • lascia intatto il problema delle scorie radioattive;
  • non è a basso costo in quanto la complessità del ciclo del combustibile, i dispositivi sempre più impegnativi per mitigare l'impatto sanitario degli impianti, sono alla base della lievitazione del costo dell'energia prodotta e della situazione di stallo nei Paesi più avanzati, che pure avevano perseguito con decisione nel passato questa produzione di energia anche per l'intreccio essenziale con la produzione degli armamenti nucleari.

Invece sono drammaticamente veri i ripetuti incidenti e la produzione di scorie altamente radioattive che irresponsabilmente consegneremo alle prossime diecimila generazioni.

Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì a costruire un altro modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.
Per questo il PRC aderisce al Comitato SI alle energie alternative No al nucleare e si impegna ad avviare una campagna informativa e di mobilitazione nel Paese.
Serve una mobilitazione di massa per il rispetto della democrazia e della salute dei cittadini e per promuovere una politica energetica che si fondi sulle rinnovabili, energie pulite da cui potranno scaturire anche nuove possibilità occupazionali.

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

 

 

In risposta  all’articolo apparso sul quotidiano  La Stampa nella cronaca di Imperia in data 25/2/2009 , in cui si dice che il candidato sindaco del PD Paolo Verda “annuncia un cambiamento di idee del PRC, da sempre contraria all'ospedale unico ad Arma di Taggia”:

 

-         la Federazione prov. del  PRC di Imperia come  prima ed unica forza politica ha iniziato circa 2 anni fa la sua battaglia contro il progetto Ospedale Unico su scala provinciale; contestualmente, il solo Comitato in difesa dell’Osp. di Bordighera ha condotto una strenua opposizione contro lo smantellamento del  S.Charles .

-         Successivamente alcune forze sindacali, altri partiti politici, associazioni, singoli cittadini hanno cominciato a prendere le distanze dal progetto Osp. Unico.

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-         Da sempre il PRC ha sostenuto che la realizzazione di un NUOVO Ospedale e quindi non unico, se gli aggettivi hanno ancora un significato, fosse vincolata al mantenimento dei presidi ospedalieri di Imperia e Bordighera , posti agli estremi della provincia, dotati di un Pronto Soccorso completo dei letti di Osservazione + una degenza per pazienti affetti da patologie di bassa-media intensità, pazienti in RSA (residenza sanitaria assistita), cure intermedie, D Surgery, D Hospital, Emodialisi, Poliambulatorio, Diagnostica . Nel nuovo Ospedale sarebbero confluite quelle specialità che ora sono suddivise  tra gli attuali 3 presidi ospedalieri.

 

-         La Direzione Provinciale del PD, non piu’ di 2 settimane fa, ha espresso una propria posizione, nella quale riconosciamo alcune valutazioni già presenti nella nostra posizione, laddove, pur continuandosi a confermare l'opzione della realizzazione di case della salute, gli si affianca in alternativa il mantenimento degli attuali presidi, per assicurare comunque strutture in grado di alloggiare sede di Pronto Soccorso + OBI (Osservazione) e letti di degenza per patologie di media e bassa intensità, cure intermedie, RSA, dialisi, servizi specialistici ambulatoriali e diagnostici con D.Surgery e D.Hospital. Una indicazione di merito che fa dire al Partito Democratico che solo così sarà possibile ritenere il nuovo ospedale per la provincia di Imperia in grado di garantire servizi sanitari di alto livello professionale.

 

-         In un notiziario diffuso dall’ Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Imperia in data 19/2/2009, anche la Direzione Generale, nella persona  del Dr. Antonio Rossi, ha sottolineato “ come sia errato parlare di Ospedale Unico ma piuttosto di NUOVO Ospedale ; sui tre ambiti territoriali (Bordighera, Sanremo e Imperia) rimarrà un Palazzo della Salute organizzato sul modello dell’attuale Osp. di Bordighera (Pronto Soccorso con medico anestesista 24 ore, auto medicali, alcuni posti di degenza e una buona diagnostica strumentale, eccezion fatta per Sanremo , più ridotto, in virtù della sua naturale collocazione vicina al Nuovo Ospedale…” .

 

Da tutte queste considerazioni si capisce bene che sul Progetto Ospedale Unico il PRC non ha certo cambiato idea, ma, semmai, ha condotto una battaglia che è riuscita ad incidere significativamente nella discussione pubblica e nel confronto politico! Una battaglia che occorrre ulteriormente rilanciare e intensificare.

 

 

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Imperia

Dipartimento Sanità

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