La sezione imperiese dell'ENPA ricorda commossa la figura di Enrico Adler, da sempre impegnato nelle battaglie in difesa dei più deboli, tra cui gli animali.
Il nostro è il ricordo  di chi cominciò già tanti anni fa a lottare  per porre termine alle crudeli gare di tiro a volo in cui i bersagli non erano , come ora , piattelli di plastica, ma piccioni vivi.
Da allora non si fermò mai nella lotta in difesa di tutti gli animali  , neppure negli ultimi tempi della sua malattia che ha saputo affrontare con grande dignità e forza d'animo, riuscendo spesso a confortare, lui malato,  chi gli stava accanto.
Una grande lezione di altruismo spontaneo e disinteressato quello di Enrico, un insegnamento di cui tutti dovremmo fare tesoro.
L'ENPA lo ha voluto ricordare nella suo spettacolo " C'era una volta nel Paese degli animali" tenutosi al Casinò di Sanremo nel giugno scorso, consegnandoli una targa con la seguente motivazione: "Una vita a disposizione degli altri senza mai dimenticare gli animali!"
La sua lezione di vita ci accompagnerà sempre.
 Ciao Enrico!
 
VALERIA FARALDI
PRESIDENTE ENPA SEZIONE IMPERIESE

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

 Domani, 25 Novembre, si celebrerà la “Giornata internazionale contro la violenza sulla donna”.

Una data scelta appositamente per ricordare il tragico episodio che si consumò nel 1960 nella Repubblica Dominicana che vide protagonista tre donne: Minerva, Patria e Maria Teresa, impegnate nella lotta per la libertà del loro Paese contro il regime di Trujillo e per questo furono assassinate dopo aver subito torture di ogni tipo.

Solo nel 2007 sono state sette milioni le donne che hanno subito violenze, consumate prevalentemente all’interno delle mura domestiche.

Non è rimasta indenne neppure la nostra “tranquilla” Provincia, come riportato dalle cronache locali e per questo dovremmo impegnarci tutti e tutte, al di là delle diverse collocazioni politiche, per avviare una seria riflessione finalizzata ad individuare provvedimenti in grado di sconfiggere seriamente questo grave fenomeno.

Anche per questo tipo di reati, infatti, prevenire è meglio che reprimere.

A nostro avviso la riflessione dovrebbe partire da un dato ricorrente nella stragrande maggioranza dei casi di violenza su cui ci si sofferma e ci si interroga troppo poco: gli uomini che compiono atti di violenza sulle donne spesso non sono uomini in particolari condizioni disagiate sotto gli aspetti economici, sociali e culturali, ma sono uomini “normali”, padri di famiglia, uomini ben inseriti ed affermati.

La percentuale più alta di tali reati avviene, infatti, all’interno delle mura domestiche e pertanto la violenza sulle donne non può essere ricondotta unicamente ad una questione di ordine pubblico, ma deve essere, viceversa, considerata come una questione sociale e  culturale in cui poco c’ entrano le differenze di classe, cultura, religione, etnia o appartenenza politica.

Purtroppo, sino a che donne ed uomini non inizieranno una rivoluzione culturale e simbolica a tutto campo per una nuova civiltà delle relazioni tra i sessi, improntata al confronto ed al rispetto reciproco, ci troveremo sempre di fronte il problema della violenza.

Questo non significa che non occorra intervenire.

Il problema deve essere affrontato dalle Amministrazioni locali ed in tal senso appaiono evidenti i ritardi accumulati dalla nostra Provincia, dove dovrebbero essere finalmente promosse campagne pubbliche contro la violenza sulle donne, attraverso una rete tra Provincia, Comuni ed Associazioni impegnate su queste tematiche, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo permanente e non solo in occasione di tragici eventi o di giornate celebrative e dove occorre promuovere un programma di formazione in raccordo tra scuola, servizi territoriali e Centro Antiviolenza.

Rimane ancora molto da fare per dare piena attuazione alla legge regionale sugli interventi di prevenzione della violenza di genere e sulle misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenze.

 

VALERIA FARALDI

FORUM DELLE DONNE IMPERIESE

 

 

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

 Sabato 22 e sabato 29 novembre 2008 il Circolo sanremese di Rifondazione comunista sarà presente sul “solettone” di Piazza Colombo dalle ore 15,30 alle ore 19,30 per raccogliere le firme necessarie per promuovere il referendum sul lodo  Alfano.

La Costituzione italiana sancisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma il lodo Alfano afferma invece che 4 cittadini su 58 milioni sono diversi davanti ad essa.

Infatti, in virtù dell’ennesima legge-vergogna del Governo Berlusconi, il Capo del Governo, il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato ed il Presidente della Camera possono commettere reati senza essere processati durante il loro mandato.

Siamo di fronte ad un privilegio che non ha uguali in Europa e che, pur di garantire l’impunità a Berlusconi, contraddice il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Questa violazione appare tanto più intollerabile in un Paese in cui, anche per effetto delle iniziative del Governo, stanno peggiorando drasticamente le condizioni economiche e sociali di ampi strati della popolazione.

In un Paese civile i cittadini si aspettano che chi è chiamato a ricoprire le più alte cariche dello Stato sia persona di indiscutibile onestà e correttezza, il lodo Alfano è invece portatore di un messaggio esattamente opposto.

Possiamo ancora dire no ad una legge  che rappresenta un’insopportabile lesione allo stato di diritto attraverso il referendum che può cancellare questa legge- vergogna.

Per affermare in Italia una democrazia sana ed autentica, contro gli scandalosi privilegi introdotti dal Governo Berlusconi, invitiamo pertanto i cittadini sanremesi a firmare numerosi  per indire  il referendum sul lodo Alfano, affinché venga abrogata una delle legge più inique della storia  della nostra Repubblica!

 

 

 

 

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

 

 

 

 

 

          

 

 

Gentile Dirigente,

 

         l'Ente Nazionale Protezione Animali Onlus, riconosciuto Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica del 31 marzo 1979, intende sottoporre alla Sua attenzione un aspetto a nostro avviso imprescindibile da importanti risvolti educativi.

 

         Ogni anno il mondo della scuola viene chiamato ad assistere a spettacoli circensi i quali, in buona parte, fanno ancora uso di animali. Siamo sicuri che Ella avrà già sentito delle note polemiche causate soprattutto dalle deprimenti condizioni di detenzione degli animali negli zoo circensi e dalle tecniche di addestramento. Ad oggi, infatti, tutti gli animali del circo sono inevitabilmente costretti in spazi ristretti ed in condizioni paragonabili spesso ad una vera e propria schiavitù. Poche unità di metri quadrati di gabbia metallica per i grandi felini e, spesso, le doppie catene alle zampe degli elefanti. Le tecniche di addestramento, più volte descritte e rivendicate dai circensi, si basano, nel migliore dei modi, sul condizionamento degli animali all’assunzione del cibo solo dopo avere eseguito correttamente un esercizio. Questo fino allo sfinimento. Queste tecniche, definite dai circensi “di addestramento con dolcezza”, sono efficaci perché basate sulla paura efficacemente inflitta dall’uomo. Sono certo di farLe cosa gradita, informandoLa che nel sito web di ENPA è disponibile un dossier che tratta dei vari aspetti relativi alla detenzione degli animali nei circhi, addestramento compreso. Se lo vorrà potrà visionarlo sulle pagine dell’Ufficio Cattività di www.enpa.it.

 

         Quello che ci preme ora sottolinearLe è invece la valenza negativa, sotto il profilo pedagogico, che uno spettacolo circense basato sull’uso degli animali può ingenerare su un giovane spettatore. Si è infatti portati a vedere, spesso divertendosi, animali totalmente soggiogati alla volontà dell’uomo e, spessissimo, costretti a tenere comportamenti innaturali. Si tratta, a nostro avviso, di manifestazioni fortemente diseducative ancorché apprese in un contesto di liceità (come quello promosso dalla scuola) e di festa.

 

         Siamo certi che Ella saprà dell’ampia bibliografia prodotta sugli aspetti educativi inevitabilmente coinvolti dall’assistere ad uno spettacolo circense con animali. Di recente, peraltro, oltre 500 psicologici italiani, tra cui eminenti esponenti del mondo accademico, hanno condiviso un documento proposto dalla psicologa Annamaria Manzoni, con il quale viene espressa la motivata preoccupazione sulle conseguenze pedagogiche, formative e psicologiche causate dalla frequentazione di giovani spettatori allo spettacolo circense. “Tali contesti – si legge nell'appello –, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell'empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all'ingiustizia”. L'appello mette in evidenza la privazione della libertà e il mantenimento degli animali in contesti innaturali e irrispettosi dei loro bisogni e delle caratteristiche etologiche della specie di appartenenza.

 

         Siamo certi che Ella saprà valutare l’opportunità di non assecondare gli inviti che gli impresari circensi faranno pervenire, soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio, all’attenzione della scuola da Lei diretta. Saremo felici, in tal senso, di poterne dare comunicazione.

 

RingraziandoLa per l’attenzione e rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e collaborazione, si porgono cordiali saluti.

 

 

 

 

La Presidente della Sezione Enpa

della Provincia di  Imperia

                                                                                        Valeria Faraldi

 

 

 

 

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.