"Qualche giorno fa la Ministra dell'Ambiente Prestigiacomo, venuta nella nostra provincia per siglare importanti accordi internazionali di competenza del suo dicastero, ha presenziato anche all'inaugurazione dei due primi rami ferroviari 'targati' Principato di Monaco, attivati grazie ad una convenzione con la Sncf francese. Cinque nuovi treni per intensificare i collegamenti tra Nizza e il confine con Ventimiglia, con lo scopo di facilitare i lavoratori frontalieri. Una buona notizia, sicuramente. Ma i frontalieri - ne parlavano i giornali proprio nella stessa occasione - da tempo reclamano il potenziamento dei trasporti su rotaia per soddisfare le esigenze di collegamento sul lato italiano, anche considerato che i treni che partiranno dal prossimo 15 dicembre si fermeranno tutti a Mentone. Nel lamentare la mancanza di iniziative fattive, alcune rappresentanze di frontalieri recentemente hanno persino rivolto uno specifico appello alla Provincia.

Una situazione che merita risposte concrete, ma il problema del trasporto ferroviario nella nostra provincia è ancor più drammatico, investendo la totalità degli utenti, a cominciare dai pendolari che quotidianamente devono usare il treno per lavoro o per studio. Le condizioni in cui le persone sono costrette a viaggiare si sono fatte vergognose: i treni, in numero sempre più ridotto, sono o fatiscenti o gravati da incredibili problemi tecnici, dovuti all'usura dei mezzi o all'inadeguatezza dei dispositivi a bordo; sovente vengono soppressi senza preavviso o portano ritardi costanti e consistenti; le biglietterie delle stazioni (Oneglia, ad esempio) vengono tenute sempre più frequentemente chiuse per mancanza di personale; i monitors informativi il più delle volte spenti; i tapis roulants di Sanremo ormai stabilmente fermi. Solo quattro giorni fa, il treno delle 7.30 diretto da Ventimiglia all'altra estremità della Liguria è stato soppresso a Loano per la terza volta nel giro di nove giorni!

Ma non si può trascurare di rilevare anche la riduzione e lo scadimento del servizio sulle lunghe percorrenze: l'Intercity serale Nizza-Roma, che consentiva di raggiungere direttamente la Capitale viaggiando di notte, una volta tolto dall'orario, non è più stato ripristinato, malgrado le assicurazioni di impegno e gli annunciati interessamenti (anche del Ministro per lo Sviluppo Economico) a favore di un suo ripristino. Qualche mese fa, L'AD di Trenitalia Moretti, venuto in provincia a visitare il cantiere del raddoppio ferroviario (per colmo dell'ironia...!) aveva fatto intendere brutalmente che non se ne sarebbe fatto niente.
Il servizio pubblico di trasporto su rotaia, da noi - benché sempre più caro - è in una situazione di sfacelo, assolutamente incivile: da cittadini e utenti indignati attendiamo risposte, per quanto di competenza, da Trenitalia, dalla Regione Liguria e, a questo punto, dal Governo Nazionale, finora completamente inefficace, quando non assente.

O - viene da chiedersi - si aspetta proprio di toccare il fondo per svendere tutto e consentire la privatizzazione che interessa a molti 'poteri forti'?"

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Il P. R. C della provincia di Imperia aderisce alla giornata di lotta contro il carovita e l'aumento dei prezzi prevista per il prossimo 18 settembre, promossa da un gran numero di associazioni di tutela e rappresentanza dei consumatori. Occorre porre uno stop alla lievitazione incontrollata dei prezzi dei beni di consumo e ai continui aumenti delle tariffe; il carovita è senz'altro una delle principali cause del sovraindebitamento delle famiglie. Tuttavia, bisogna tener presente che i consumatori sono prima di tutto lavoratori, percettori di redditi, e che, come tali, vengono colpiti dalle politiche economiche, sociali e contrattuali. Per questa ragione, la lotta da fare deve essere una lotta unitaria e generale che coinvolga lavoratori, pensionati, disoccupati e consumatori, nella consapevolezza delle cause strutturali della situazione sociale presente e della centralità della questione salariale, cioè della necessità di assicurare aumenti delle retribuzioni e di reintrodurre idonei meccanismi di adeguamento delle stesse al costo della vita, aspetti da considerare contestualmente alle misure e agli interventi relativi ai prezzi e alle tariffe.

Ma i poteri che comandano oggi in Europa, coerenti fino in fondo col proprio credo liberista e in linea con le grandi centrali economico/finanziarie, sono ben vigili rispetto a quanto può accadere nei singoli Paesi in conseguenza della crisi e si fanno sentire eloquentemente sui governi nazionali. E' estremamente significativo, in tal senso, che la BCE stia già mettendo le mani avanti, per bocca del suo presidente Trichet, che torna a mettere in guardia le parti sociali dal rischio di rincorse dei salari sull'inflazione. La Banca Centrale si dice “fortemente preoccupata” che nell'area dell'euro si inneschino su ampia scala spirali prezzi-buste paga. La ricetta che si intende imporre, pertanto, è ancora quella del contenimento salariale e della riduzione del costo del lavoro, giustificati proprio con la necessità di garantire la stabilità dei prezzi.

Per rendere maggiormente persuasivo il messaggio, l'Istituto europeo - appellandosi al "senso di responsabilità" di tutte le parti sociali - avverte che se nei mesi a venire dovesse riscontrare accelerazioni della crescita dei salari tali da risultare destabilizzanti, potrebbe procedere a aumenti dei tassi di interesse. Messaggio di chiarissimo segno, che suona davvero insopportabile per l'Italia, Paese che paga salari tra i più bassi d'Europa, nel quale i generi alimentari crescono di quasi il 10 per cento l'anno e le tariffe di oltre il 40 per cento, con un indebitamento crescente delle fasce popolari (qualche giorno fa la Fiom ha fornito dati allarmanti sull'incidenza dell'indebitamento sul salario operaio). I sondaggi collocano al primo posto tra le preoccupazioni dei nostri concittadini la paura della povertà, seguita a ruota dalle «tradizionali» ansie da precarietà e disoccupazione. Gli obiettivi cui tendere, pertanto, al contrario di quello che dice la BCE, dovrebbero essere proprio due, per cominciare: una nuova scala mobile (dopo che, anche grazie all'abolizione di quella in vigore sino al 1992, si è verificato il trasferimento di circa quarantacinque miliardi di euro dal monte salari ai redditi da capitale) e la restituzione strutturale del fiscal drag (che ogni anno procura a ciascun lavoratore una perdita media di centoquaranta euro). Senza con ciò dimenticare la necessità di dare il massimo sostegno alla battaglia che una parte del sindacato sta combattendo in difesa dei contratti collettivi nazionali, dove la posta in gioco - oltre a salario, condizioni di lavoro e sicurezza - è la funzione stessa delle organizzazioni sindacali quali autonome controparti del padronato.

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Nei giorni scorsi la Regione Liguria ha revocato il contributo alla società SAEVA per la costruzione della centrale a Biomasse da 12,9 megawatt. Il contributo, di circa tre milioni di euro, ammontava al 50 % del costo previsto (in realtà, sui costi previsti alla conclusione dell' iter progettuale, tale cifra corrispondeva a circa il 30 %). Si tratta di un passo molto importante che potrebbe vanificare sostanzialmente la convenienza dell'intervento.

Grazie a tale revoca, la Comunità Montana Alta Valle Arroscia (CMAVA), può, in modo del tutto regolare, annullare l'intero progetto.

Il ministro Scajola è intervenuto per sostenere che a suo avviso la centrale va comunque completata, dopo averla riportata "allo stato originale", com'era nel progetto iniziale. E naturalmente tutti, amministratori di ieri e di oggi, si sono affrettati a dirsi "assolutamente d'accordo" con le sue parole. Posto che l'eventuale reiterazione del progetto, oltre a dover rientrare nei termini normativi (ad es. non più di 5 MW termici, prevalenza di teleriscaldamento sulla produzione elettrica incentivata, ecc), dovrebbe sottostare alla normativa entrata in vigore nel frattempo, fra cui quella che prevede la partecipazione alla conferenza dei servizi deliberante del Comune nel cui territorio è prevista la costruzione dell'impianto, da queste dichiarazioni emergono aspetti non convincenti. Sorprende che un impianto che, nel caso, sarebbe di ridotte dimensioni e avrebbe valenza prevalentemente locale, possa essere oggetto dell'attenzione addirittura del ministro per lo Sviluppo Economico. E colpisce assai negativamente, nella autorevole 'operazione rilancio', che si sostenga il ritorno al progetto iniziale come ad un terreno vergine, senza chiarire come e perchè si sia arrivati a concepire il megaimpianto contestato. Si vuol dire forse che chi ne ha la responsabilità ha potuto tranquillamente stravolgere 'il progetto originale' (originale o originario?) In definitiva, a ben vedere, il progetto iniziale è quello che ha consentito di procedere nei termini abnormi, sovradimensionati e ambigui rigettati dalla popolazione. Chi ha sostenuto il progetto della centrale, infatti, ha sempre affermato, volendo confutare gli oppositori, che esso fosse pienamente coerente con le premesse, cioè con l'idea iniziale, senza alcuna celata intenzione di fare un inceneritore. Non si può non ricordare altresì che lo stesso impianto è stato fermato per un abuso edilizio e soggetto a ben due inchieste della Procura di Imperia. Anche per queste ragioni, le suddette dichiarazioni appaiono perlomeno affrettate.
Rivolgiamo pertanto un invito ai cittadini di Pieve di Teco e della Valle Arroscia affinché rimangano vigili rispetto ai perduranti rischi per la salute e per l'ambiente locale (altro che 'rischio Incompiuta'...!), considerino attentamente le loro vere esigenze e non si lasciano attrarre e sedurre dalle sirene che riprendono il loro canto suadente.
"Non voglio un inceneritore nella vallata" dice Scajola. Se ne deve desumere - vista la universalmente nota esaltazione della bontà dei termovalorizzatori da parte di Forza Italia e dei suoi rappresentanti provinciali - che non è favorevole a farlo nella vallata ma è propenso a realizzarlo altrove in provincia. E anche questo punto, francamente, non appare per nulla chiaro nelle sue motivazioni, che sarebbe interesse legittimo di tutti i cittadini della provincia di Imperia conoscere in modo esauriente.

Pasquale Indulgenza
segretario provinciale P.R.C.

Alberto Gabrielli
responsabile provinciale Ambiente P.R.C.

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Cento proposte, chiare e decise, per un nuovo modello economico. Questa la risposta al centro-destra delle 50 organizzazioni che hanno partecipato alla campagna Sbilanciamoci! . Una vera contro-finanziaria, presentata nella giornata di chiusura della VI edizione del forum "L'impresa di un'economia diversa" a Torino. «Con Berlusconi si è affermata l'anacronistica politica economica che colpisce la sanità, l'istruzione, le politiche sociali e i servizi offerti dagli enti locali», ha dichiarato Giulio Marcon, portavoce della campagna. «Noi, invece, rilanciamo un modello di sviluppo fondato sull'equità sociale, sulla sostenibilità ambientale, la pace e la solidarietà internazionale». Al seguito della presentazione del documento è stata promossa anche una giornata di mobilitazione popolare per il prossimo autunno, il "Tax Justice Day". Un piano, quello offerto da Sbilanciamoci! che ha tutt'altra storia rispetto ai 30 miliardi di euro di tagli previsti nei prossimi tre anni da Tremonti. Niente centrali nucleari, insicure e costose (a fronte di una spesa di 30-50 mld di euro sarebbero operative solo nel 2030), niente grandi opere pubbliche di difficile attuazione (il progetto Matteoli prevede 14 mld di finanziamenti per il triennio 2009-2011, ponte sullo stretto e ripresa dei vecchi progetti), addio militari in città e nelle missioni non autorizzate dalle Nazioni Unite. Qui si è puntato forte, invece, su welfare, scuola, lavoro, integrazione e energie alternative.

Welfare

Per il sociale è previsto un aumento dei finanziamenti. Un milione per 3mila nuovi asili nido nel 2009, una quota capitaria per le politiche sociali, un miliardo per il fondo per la non autosufficienza e un altro miliardo per l'introduzione dei Liveas (livelli essenziali di assistenza). Per l'emergenza casa, invece: cento milioni per il sostegno agli affitti per le classi a basso reddito, un miliardo per il rilancio dell'edilizia popolare e degli interventi per migliorare il mercato immobiliare dei cittadini stranieri. Inoltre è richiesta la chiusura dei Cpt, con un risparmio per il solo 2009 di 196 milioni di euro e l'utilizzo dei 100 milioni stanziati per i militari in città, per progetti interculturali e per garantire anche ai rom soluzioni abitative più dignitose. In materia di sanità è ritenuto fondamentale riconoscere la Carta europea dei diritti del malato, per valutare omogeneamente la qualità dei servizi. Si propongono l'aumento delle indennità di invalidità civile e di accompagnamento e la revisione dei livelli essenziali di assistenza.

Scuola, università e ricerca

Decisa virata a favore degli studenti: garanzia di borse di studio universitarie per tutti gli idonei, 200 milioni in più per gli alloggi, ritiro dei 7mld di tagli previsti da Gelmini & Co nei prossimi tre anni per la scuola pubblica e l'istituzione di un fondo che garantisca l'innalzamento dell'obbligo scolastico. Niente Università-Fondazioni e niente fondo da 732 milioni per le scuole private, ma maggiore attenzione al rispetto della normativa 626 nell'edilizia scolastica.

Giustizia e legalità

Si chiede la revoca della cancellazione di Secit e Alto Commissariato per la lotta alla corruzione, il rilancio dei controlli sull'evasione fiscale e una tassazione più equa che preveda la rimodulazione delle aliquote in senso progressivo. E' prevista la tassazione di tutte le rendite al 23%, delle transazioni finanziarie speculative, della pubblicità, la reintroduzione della tassa di successione per importi superiori ai 500mila euro, l'aumento di quella sul porto d'armi e sui diritti televisivi e un superbollo da 2mila euro per i proprietari di Suv.

Sviluppo economico, lavoro

Quattrocento milioni per creare occupazione nelle aree sottoutilizzate, il varo di fondi di social venture capital per piccole imprese sociali, un miliardo alle imprese sotto forma di credito di imposta per l'assunzione a tempo indeterminato di 250mila co.co.pro, incentivi per l'assunzione dei ricercatori: queste sono solo alcune delle novità presenti nel documento. Sono previsti anche 700 milioni di euro per l'istituzione di un'indennità sociale di disoccupazione e la cumulabilità tra assegno sociale e pensione contributiva per co.co.co e co.pro nella misura del 90%. Poi, tagli netti al costo della politica sul modello spagnolo e sostegni importanti a editoria non profit, associazionismo, microcredito e economia equo e solidale.

Ambiente

L'obiettivo principe è quello di far applicare il protocollo di Kyoto, con la riduzione del 20% delle emissioni di Co2 per il 2020 e il raggiungimento del traguardo del 20% per la produzione energetica da rinnovabili. Sulle infrastrutture si punta sull'ottimizzazione delle reti esistenti e del loro uso. Sono previsti forti investimenti per la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane e il rilancio e la riforma del trasporto pubblico locale. Inoltre è promossa l'istituzione di un fondo per la lotta alle ecomafie e un piano nazionale sulla biodiversità.

Pace e solidarietà internazionale

La ricetta è: tagli alle spese militari e investimenti nella cooperazione allo sviluppo. Si propone una riduzione degli organici delle forze armate a 120mila unità, il ritiro delle truppe in Afghanistan e il vincolo dell'utilizzo delle caserme dismesse ad usi civili. La cancellazione del debito e l'impegno al raggiungimento entro il 2015 dello 0,7% del Pil per l'aiuto pubblico allo sviluppo.

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Commenti


Sembra un sogno...e infatti non è altro che questo, e la domanda è: dov'era la sinistra quando ha avuto l'opportunità unica, storica, forse irripetibile di poter governare per ben due anni? Perché non è stato fatto valere il proprio peso in Parlamento costringendo il governo Prodi a varare almeno qualcuno di questi provvedimenti, invece che disperdere denaro in taglio del cuneo fiscale e missioni militari all'estero?
Forse per paura di far cadere il governo anzitempo?
Tanto è successo ugualmente, ma per tutt'altri motivi: e non sarebbe potuto comunque accadere solo a causa di un'atteggiamento intransigente della sinistra, perché i deputati del centro-sinistra ci tenevano alla loro poltrona, e l'hanno mollata solo a causa del tradimento di Mastella (e perché tanto avevano maturato il diritto alla pensione dopo due anni di legislatura).
Coraggio, forse quando avremo i capelli bianchi e cammineremo col bastone lo vedremo questo benedetto welfare anche in Italia.

Pubblicato da Massimiliano Alessandri il 08/09/2008 10:56:26


Ieri la Regione Liguria ha revocato il contributo alla società SAEVA per la costruzione della centrale a Biomasse da 12,9 megawatt. Il contributo, di circa tre milioni di euro, ammontava al 50 % del costo previsto (in realtà, sui costi previsti alla conclusione dell'iter progettuale, tale cifra corrispondeva a circa il 30 %). Si tratta di un passo molto importante che potrebbe vanificare sostanzialmente la convenienza dell'intervento.

Grazie a tale revoca, la Comunità Montana Alta Valle Arroscia (CMAVA), può, in modo del tutto regolare, annullare l'intero progetto. Non sappiamo se lo farà (il che confermerebbe ipotesi da alcuni adombrate su connessioni e legami non del tutto confessabili).

L'ulteriore eventuale reiterazione del progetto, oltre a dover rientrare nei termini normativi (ad es. non più di 5 MW termici, prevalenza di teleriscaldamento sulla produzione elettrica incentivata, ecc), dovrebbe sottostare alla normativa entrata in vigore nel frattempo, fra cui quella che prevede la partecipazione alla conferenza dei servizi deliberante del Comune nel cui territorio è prevista la costruzione dell' impianto (Pieve di Teco: la cui amministrazione rappresenta pienamente l'opposizione della popolazione a tutta la faccenda).

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Commenti


Caro Gabrielli,
Prima di adombrare "ipotesi su legami e connessioni non del tutto confessabili" nei confronti di coloro che questa centrale l'hanno approvata, in pratica tutti i Comuni, compreso l'attuale Sindaco di Pieve e la Provincia, spiegaci piuttosto come mai ad un certo punto (e non dirci che la gente non sapeva) è scoppiata tutta sta faccenda. Non sei forse tu stesso ad avere ipotizzato la costruzione di una centrale a biomasse a Pieve, nel piano di razionalizzazione dei boschi??? O ci sbagliamo??
Se sapevi perchè non te ne sei interessato???
Come mai è stata montata una campagna di menzogne??
Forse, se ami la verità, le connessioni "non del tutto confessabili" potresti trovarle da altre parti. O, anche qui, ci sbagliamo???

Pubblicato da il 07/11/2008 02:11:16