Apprendiamo dagli organi di informazione che il Sindaco di Sanremo si è immediatamente avvalso dei poteri straordinari conferiti ai sindaci dalla legge sulla sicurezza varata dal governo Berlusconi, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.

Abbiamo scoperto che per il Sindaco Borea questi "gravi pericoli" sono rappresentati da clochard, mendicanti ed emarginati che quotidianamente chiedono l'elemosina agli angoli delle strade cittadine.

È stata, infatti, emessa un'ordinanza che prevede la confisca del denaro ottenuto attraverso la questua ed una multa fino a 500 euro per chi si avvicina alle ragazze ferme sui marciapiedi, anche solo per chiedere un’informazione.

Formalmente ci si richiama al rispetto della legalità, ma poi, a ben vedere, a non essere sopportati sono solo i disgraziati e coloro che sono costretti a vivere ai margini della società. Ci chiediamo: è solo questa l'illegalità presente? Cosa pensa il Signor Borea di coloro che evadono il fisco e sottraggono (rubano) risorse al bene comune e sono diventati intoccabili, anzi dei modelli da imitare?

In una città con marciapiedi sconnessi e molte strade prive degli stessi, con un traffico impazzito in molte ore del giorno, che rappresenta un reale pericolo per l'incolumità dei passanti, la priorità è punire chi intralcia i pedoni chiedendo l'elemosina.

Se Sanremo fosse una città in cui tutti i problemi sono stati risolti e l'unica preoccupazione del Sindaco fosse la repressione della mendicità, vivremmo in una città civile e vivibile. Non ci risulta che lo sia e non ci risulta che siano stati risolti problemi di legalità ben più gravi.

In realtà, agli attuali e passati amministratori non interessa una città civile. Interessa una città falsa, che nasconda le debolezze del sistema, piuttosto che risolverle. Interessa una città dove lo sporco stia al suo posto, nascosto sotto il tappeto. Questo tipo di città non si chiama "civile", si chiama "ipocrita".

I contenuti dell'ordinanza del Sindaco non possono, ovviamente, essere considerati soltanto dal punto di vista dell’ordine pubblico, ma anche da un punto di vista sociale; a tale proposito ci chiediamo quali investimenti in progetti di recupero e di sostegno a favore delle persone più disagiate sono stati avviati dall’attuale assessore ai servizi sociali Luigi Ivaldi, protagonista in passato, dai banchi dell’opposizione, di tante battaglie in difesa dei cittadini più deboli ed ora costretto al silenzio.

Evidentemente, essendo l'ordinanza del Sindaco frutto di un ordine del giorno presentato dai consiglieri Rossi e Saviozzi, esponenti della destra più reazionaria e conservatrice, questo è il prezzo, sempre più alto, che gli ex esponenti della sinistra sanremese devono ancora una volta pagare per poter continuare ad occupare le poltrone in giunta.

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Oramai da tempo si registra un crescendo di atti razzisti nell'indifferenza, anzi nella condivisione latente di molti cittadini , se non, in taluni casi purtoppo sempre meno isolati, apertamente espressa.
Quello dell'aggressione razzista ad Assunçao Bonvindo Mutemba, studente universitario angolano è solo l'ultimo di una serie di atti terribili, segno evidente di un degrado civile e morale della nostra società. Una società carica di una ideologia pericolosa, quella della diversità come male assoluto, alimentata da governanti rozzi che soffiano sul vento della paura per circoscrivere "l'odio" di classe dentro le stesse dimensioni della stessa fascia sociale. In questo modo i poteri forti continueranno ad essere forti, anzi fortissimi e indisturbati, mentre laggiù in fondo nel basso ventre ci si scanna per il tozzo di pane. La sinistra "benpensante" insegue le politiche sicuritarie, agevola le separazioni protezionistiche dei forti contro i deboli e inorridisce quando vede un potenziale riemergere di un conflitto sociale che possa pallidamente far intravvedere una possibile lotta di classe.
Siamo tutti, non solo la sinistra più radicale, in balia di una cultura di destra, fascista e razzista, preludio a tempi bui e orrendi. Il Governo nazionale si muove sotto queste spinte ( impronte, espulsioni, reato di clandestinità, CPT ribattezzati CIE, pugno di ferro verso i lavoratori pubblici e privati) l'opposizione parlamentare è inestistente, anzi a volte ammicca e sembra compiacersi.
Riprendere l'opposizione sociale nel Paese è un dovere morale e di salutare equilibrio per la democrazia sempre più vacillante.
Rifondazione Comunista farà la sua parte per ricostruire una opposizione vera al governo, ma si impegnerà fortemente nella ricostruzione di una nuova cultura della lotta di classe da contrapporsi alla "pace sociale" voluta dai poteri forti. La lotta al razzismo è parte di una nuova cultura e coscenza di classe. Nelle istituzioni, in particolare quella regionale, il primo atto che faremo sarà quello di chiedere l'urgenza al progetto di legge presentato dal PRC alla fine del 2005 che dichiara il territorio regionale incompatibile con i CPT. Una legge politicamente indispensabile per contrastare la cultura fascistoide, che anche "Famiglia Cristiana" vede come un pericoloso epilogo del "lasciar fare" dilagante.

Marco Nesci
Capogruppo PRC Regione Liguria

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Riassumete Dante De AngelisLe FS hanno licenziato il macchinista/RLS Dante De Angelis. L'aver esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso RLS  (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) è costato, ancora una volta, il posto di lavoro a Dante De Angelis, macchinista in forza al deposito locomotive di Roma San Lorenzo. Con questo atto la Società vorrebbe chiudere la bocca ad un delegato che ha osato mettere in evidenza le possibili lacune, ammesse anche dallo stesso AD Moretti, che hanno determinato lo spezzamento di due Eurostar nell'arco di 10 giorni. Con questa azione, che segue quella degli 8 licenziamenti di Genova ai danni di operai che avevano già terminato l'attività di manutenzione programmata il gruppo dirigente delle FS SPA apre uno scontro senza precedenti contro i lavoratori delle FS, ai quali si chiede di tacere anche quando, nel ruolo di RLS, hanno l'obbligo di segnalare ogni possibile elemento di rischio che possa pregiudicare la sicurezza dei lavoratori, dei treni e dei cittadini che ogni giorno li usano con fiducia.

Dopo le abbuffate di ipocrisia (precedenti la stesura del Testo Unico) che lo volevano al centro di un sistema virtuoso tendente al progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il ruolo del RLS, col licenziamento di Dante De Angelis, torna a essere quello delle origini: scomodo e, quindi, da ridurre al minimo, al silenzio. In più, Dante è stato licenziato perchè ha posto al servizio della collettività, dei cittadini-viaggiatori, la propria esperienza, una sorta di garanzia che, per qualità del servizio ferroviario, si potesse contare soprattutto sui diretti artefici: i ferrovieri stessi.

Per questo abbiamo tutti il dovere di rispondere in modo adeguato a questa sfida, richiedendo il reintegro immediato di Dante De Angelis.

È possibile firmare la petizione "RIASSUMETE DANTE DE ANGELIS !" cliccando su questo indirizzo internet:

http://firmiamo.it/campagnadisolidarietaperdantedeangelis

Ulteriori informazioni ed aggiornamenti sono reperibili sul sito "macchinisti sicuri", cliccando sul seguente  indirizzo internet:

http://www.macchinistisicuri.info/ms/home.php

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Il Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Catania esprimono sconcerto per la notizia appresa dal quotidiano “La Repubblica” secondo la quale la militanza dentro il PRC sarebbe stata una delle cause per le quali un giudice del tribunale di Catania ha deciso di affidare un minore al padre togliendolo alla madre con la quale viveva. Ci sembra innanzi tutto gravissimo che i servizi sociali, sulla cui relazione la sentenza si fonda, abbiano ricollegato la militanza politica dentro Rifondazione all'utilizzo di sostanze stupefacenti ed alcoliche e che abbiano descritto la nostra comunità come un gruppo di pericolosi estremisti dal quale le istituzioni devono allontanare i giovani.
A nostro avviso trattasi di dichiarazioni di una gravità senza precedenti che dimostrano innanzi tutto un'allarmante carenza di imparzialità da parte delle istituzioni pubbliche coinvolte nella vicenda che dovranno dare spiegazioni in tutti i luoghi deputati sul discredito che hanno gettato sul Partito della Rifondazione Comunista. Teniamo inoltre a chiarire che il Circolo Tien An Men al quale sono iscritti gli studenti delle scuole superiori, costituisce un oasi felice nella realtà giovanile di Catania. Passione politica, impegno sociale, antimafia, antifascismo costituiscono le basi sulle quali si fonda la comunità che il circolo rappresenta nel Partito, nelle scuole e nella città.

Infine vogliamo ricordare che essere comuniste e comunisti significa, soprattutto in Sicilia, essere dalla parte dei più deboli e degli sfruttati, dei lavoratori, dei migranti e degli studenti. Dalla parte degli esclusi ed emarginati da questa società. Iscriversi a Rifondazione Comunista significa quindi scegliere di appartenere ad una comunità che continua a battersi contro le ingiustizie di questa terra, contro un potere mafioso sempre più potente che continua a mortificarla dentro e fuori le istituzioni.
Militare nei Giovani Comunisti significa, poi, per i giovani scegliere di battersi contro i mali di una generazione che tra precarietà, disoccupazione e disgregazione sociale vede il proprio futuro sempre più incerto e insicuro. Invitiamo quindi i servizi sociali catanesi ad esprimere giudizi solo dopo aver conosciuto la realtà di cui parlano, per non correre il rischio di apparire o come i servi sciocchi di chi combatte le comuniste e i comunisti perché troppo scomodi in una realtà come Catania, o come un organo politicamente orientato e pertanto non obiettivo e discriminatorio.

Infine esprimiamo la massima solidarietà ad una famiglia che ha visto la propria vita privata sbattuta sui giornali e ad una madre che se dovesse definitivamente perdere l'affidamento di suo figlio per le ragioni riportate da Repubblica sarebbe vittima di un'ingiustizia giuridica senza precedenti.

Il segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Catania
Pierpaolo Montalto

Il Coordinatore Provinciale dei Giovani Comunisti
Valerio Marletta

Il Segretario del Circolo Tien An Men
Emanuele Saluzzo

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L'episodio del giovane 16 enne catanese affidato al padre e strappato alla madre in quanto "milita in Rifondazione", partito di "estremisti", dove sarebbe stato iscritto in quanto plagiato dal segretario del circolo locale del Prc, episodio mirabilmente raccontato oggi sulle pagine del quotidiano La Repubblica, sarebbe facilmente derubricabile nella categoria del grottesco e dell'assurdo, se non fosse grave e pericoloso, vero segno dei tempi di un Paese e un'opinione pubblica che - come hanno denunciato in modo forte e illustre, proprio su Repubblica, sia Eugenio Scalfari che Nanni Moretti - mostra chiari segni di afasia, degrado e illiberalità.
Un clima rispetto al quale anche le politiche, le scelte e gli atteggiamenti del governo Berlusconi hanno le loro precise colpe e responsabilità. In autunno, sarà importante se non decisivo rilanciare con forza una serie di lotte di massa per la difesa dei diritti sociali come dei diritti individuali, oggi seriamente messi in pericolo, come pure sarà necessario llavorare per ricostruire il tessuto stesso di una opinione pubblica democratica e civile che oggi manca in gran parte, se non del tutto.
Alla madre del ragazzo, cui è stato sottratto in questo modo assurdo il figlio, tutta la nostra umana e convinta solidarietà e un impegno, quello a fare in modo che non resti sola nella sua sacrosanta lotta per vedersi riaffidare la custodia di un figlio la cui unica colpa è quella di frequentare un partito - e dei centri sociali - dove si fa politica e s'insegna una virtù sempre più rara, nell'italia di oggi, l'amore per la democrazia, la libertà, l'impegno sociale, etico e civile.

Roma, 20 Agosto 2008

Ufficio stampa Prc

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Imparare la musica è cosa fra le più impegnative. È più difficile suonare che svolgere un esercizio di matematica o un tema d’italiano. Ma anche più coinvolgente, più emozionante. È fra le attività più formative che si conoscono, giacchè coniuga insieme gioia e fatica. Ma allora, perché la si tiene fuori dall’istituzione educativa principe: la scuola? Mistero. Come mai nella scuola italiana non si pratica l’arte, non si stimola la creatività artistica, che è inclinazione profonda di ogni essere umano? Mistero. Mistero e bestemmia. Vecchia decisione irresponsabile di una dottrina filosofico-pedagogica-politica che da cent’anni ci ha tenuto fuori dal mondo evoluto. Il «Comitato per l’apprendimento pratico per la musica per tutti gli studenti», che presiedo, lavora per lavare il torto subito (ne ha parlato su queste colonne Paolo Gallarati, «Se la musica tornasse a scuola», il 20 luglio). E ha ottenuto già qualche successo: ad esempio, la ripresa dei laboratori musicali nelle scuole e, soprattutto, l’inserimento della musica nel curriculum ufficiale della scuola dai 3 ai 14 anni.
A sostegno della nostra tesi sono le nuove conoscenze neurofisiologiche, che dimostrano che la pratica musicale sviluppa le altre, tutte le facoltà cerebrali e favorisce un miglior rendimento culturale e scolastico complessivo degli alunni. Come anche l’antica esperienza pedagogica, che ha registrato una più matura socializzazione e un reciproco rispetto ottenuti con la pratica musicale d’insieme, straordinario fattore educativo. Aristotele diceva che la musica induce alla virtù e favorisce la libertà. Anche grazie alla nostra azione, nella scuola sono aumentate le attività musicali facoltative, ed è soprattutto cresciuta la domanda di genitori e alunni d’espanderne l’insegnamento. Il comitato è però impegnato in primo luogo nell’azione di rendere operativo il curriculum, che prevede l’apprendimento pratico musicale per tutti gli studenti, visto che l’Italia non è nuova al malvezzo di adottare una norma e lasciarla inapplicata nel cassetto. Per questo abbiamo moltiplicato le iniziative di approfondimento del tema di quale didattica musicale adeguata a tutti gli studenti. Non basta che un musicista sia chiamato a insegnare, abbia un diploma di conservatorio, ma non sappia come la musica s’insegna. E come la s’insegna tenendo conto che è altra cosa insegnarla a chi ha 3 anni, o 10 o 15. Stiamo producendo uno sforzo particolare nei conservatori, nelle università, nelle esperienze scolastiche, in sede dottrinaria, con l’ausilio di teatri, scuole di musica, corali, bande, associazioni musicali.
Un particolare va segnalato, di estrema rilevanza: non si parla d’insegnamento ai futuri musicisti professionisti, ma di musica per tutti. Che deve venire a far parte delle conoscenze e dell’esperienza intellettuale di base per ogni persona. Musica insegnata a scuola a tutti per 2-3 ore settimanali soltanto, che richiede quindi metodi didattici coinvolgenti, accattivanti, che sostengono il percorso formativo e non lo scoraggino fin dai primi passi, e che però siano in grado di produrre allo stesso tempo una vera crescita culturale e artistica, per giungere a risultati di qualità. In più, occorre - in questo periodo di tagli e vacche magre - produrre uno sforzo compatibile col duro momento finanziario del Paese. Il Comitato presenterà a breve un progetto realistico, graduale, pluriennale, tendente a utilizzare razionalmente tutte le risorse già disponibili e avviare la definitiva curricularizzazione in concreto dell’apprendimento pratico musicale per tutti. Il ministro Gelmini ci ha incoraggiato a elaborare e presentarle un tale progetto. Lo faremo. Stiamo così promuovendo in Italia le basi per una nuova cultura musicale.Ma anche per la scuola, per cambiarla, vitalizzarla, deputata - come deve essere - a insegnare a leggere, scrivere, far di conto ma anche far di canto.

* presidente del Comitato per l’apprendimento pratico
per la musica per tutti gli studenti

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Il SEA Basket Game è una società sportiva fondata dal Sig. Mauro Bonino alcuni anni or sono per diffondere tra i giovani di Sanremo la pratica della pallacanestro. Ormai conta più di cento giovanetti di età compresa tra i 6 e 13 anni e svolge la sua attività nell’ex palestra di Via Barabino. Uso il termine ex perché è ormai risaputo che il terreno su cui si trova questa palestra è stato ceduto ad un privato e tutta l’attività sportiva che si svolgeva sotto quella struttura dovrà emigrare altrove, verso, come logico, comuni limitrofi a Sanremo. Questo trasferimento risulta logico perché le strutture sportive a Sanremo sono del tutto inesistenti. Le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida del nostro Comune non hanno fatto niente o quasi niente per lo sport di base.

Riporto, anche se può sembrare noioso, un passo tratto dalla “Guida pratica per dirigenti di società” pubblicato dalla Federazione Calcio - Comitato regionale Ligure – nel 1990.

“Per quanto riguarda alcuni aspetti psicopedagogici dello sport è da considerare che l’attività sportiva assume per il bambino una funzione assai importante in quanto gli permette, non solo di sviluppare meglio la coordinazione e il controllo psicomotorio ed in generale di avere una migliore maturazione fisica, ma gli consente anche esprimere attraverso lo sport il suo piacere del gioco, del movimento, della competizione con i propri coetanei. Attraverso l’attività sportiva il bambino può esprimere la sua creatività, da intendersi come capacità inventiva che si attua in movimenti che vengono adattati allo spazio, al tempo, ai cambiamenti di ritmo e di velocità e tutte le nuove situazioni. La pratica sportiva inoltre assume importanza per il bambino in relazione agli effetti che può avere sul miglioramento della sua abilità cognitiva ed agli stimoli che offre alla crescita della sua personalità, specialmente sotto l’aspetto della formazione e integrazione del suo io, dello sviluppo dell’identità, di una maggiore stabilità emotiva, dell’integrazione sociale attraverso le varie occasioni di socializzazione che lo sport offre”.

A Sanremo ci sono poche occasioni offerte dallo sport per socializzare perché non esistono gli spazi dove farlo.

In questi giorni c’è una gara in corso tra i vari politici e politicanti di tutti gli schieramenti per garantire ai 100 bambini del SEA Basket una struttura dove svolgere l’attività per la prossima stagione sportiva. Si sbandierano i progetti di futura realizzazione ma si da il caso che i Campionati Regionali Under-13 e Under-14, a cui il SEA Basket intende partecipare, iniziano in autunno prossimo. E neanche il più capace dei politici è in grado di realizzare per quel periodo una struttura sportiva idonea. Se anche, come si dice in giro, la struttura di Via Barabino sarà disponibile per altri 12 mesi, le partite di Campionato Regionale devono essere disputate altrove perché quella palestra non è omologata dalla Federazione Pallacanestro. Quindi il SEA Basket emigra. A Ospedaletti esattamente. Questo è vergognoso.

La Federazione Pallacanestro indica che per i Campionati Regionali Under 14 e 13 le giornate di gara possono svolgersi nel seguente modo:

  • nei giorni feriali dalle ore 17 alle 20;
  • nei giorni prefestivi dalle 15,30 alle 20;
  • nei giorni festivi dalle 9 alle 18.

Noi chiediamo con forza che il SEA Basket continui a giocare i campionati a cui parteciperà a Sanremo, esattamente sul campo di Villa Cittera, che è l’unica struttura omologata esistente in città dove poter giocare a pallacanestro. Ci chiediamo come è possibile che non si riesca a trovare per il SEA Basket 2 ore disponibili ogni fine settimana per la disputa degli incontri. Sappiamo che il giorno 5 agosto p.v. verranno stillati gli orari di utilizzo della palestra di Villa Cittera. Se fossimo alla presenza di un’Amministrazione Comunale normale rivolgeremmo questa nostra richiesta all’Assessore competente. Ma a Sanremo non esiste un Assessore allo sport, e forse è tutto sommato logico, perché non esiste sport.

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