Egregio consigliere,

a nome di N° 30 cittadini sanremesi, già sottoscrittori di una petizione popolare finalizzata al mantenimento ad uso pubblico di un’aiuola sita in Corso G. Marconi a Sanremo, fatta pervenire al Presidente della Giunta Provinciale ed al Sindaco del Comune di Sanremo;

dopo aver appreso che la Provincia di Imperia intenderebbe procedere all’alienazione della suddetta aiuola e che tale pratica dovrà essere approvata dalla Giunta Provinciale, dalla Commissione competente e dal Consiglio Provinciale;

affinché possa conoscere in modo approfondito la cronistoria dell’aiuola in oggetto, Le sarò grata se vorrà leggere quanto segue:

“Il giorno 11 di ottobre 2005 alcuni cittadini residenti in C.so Marconi a Sanremo vedono una ruspa lavorare alla rimozione di due belle palme e della siepe che circonda l’aiuola.

Dopo aver chiamato le Autorità preposte (Vigili Urbani, Guardia Forestale), a seguito dell’intervento dei Vigili Urbani del Comune di Sanremo, i lavori vengono sospesi.

Riprendono il 13 ottobre: i cittadini, che assistono sbigottiti, chiedono nuovamente l’intervento della Autorità preposte. Intervengono ancora i Vigili Urbani del Comune di Sanremo, questa volta, però, inutilmente in quanto i lavori vengono portarti a termine.

Le palme vengono caricate su un camion e portate via, la siepe che ornava l’aiuola distrutta completamente.

Nei mesi successivi quella che una volta era una bella area verde ad uso pubblico viene utilizzata come area a servizio (discarica) dell’azienda“Divani& Divani” durante i lavori di ristrutturazione dell’esercizio medesimo.

Ecco di cosa si viene a conoscenza e cosa accade dopo aver richiesto accesso agli atti pubblici relativi agli interventi sopra descritti agli Uffici Relazione con il Pubblico (URP) del Comune di Sanremo e della Provincia di Imperia:

  • l’aiuola è di proprietà della Provincia di Imperia , mentre dai verbali redatti dal Corpo di Polizia Municipale di Sanremo si evince che il titolare dell’azienda “Divani & Divani”, peraltro Assessore al Comune di Sanremo, dichiara di esserne proprietario ;
  • il titolare dell’azienda “Divani & Divani” dice di essere in possesso dell’autorizzazione alla rimozione delle due palme da parte dell’Ufficio Beni Ambientali , ma “non ricorda dove ha messo detta autorizzazione” e pertanto non è in grado di esibirla ai Vigili Urbani , che “si riservano di effettuare ulteriori accertamenti” (nel frattempo le palme sono sparite);
  • viene presentata un’altra richiesta all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Sanremo per chiedere copia dei successivi accertamenti effettuati dal Corpo di Polizia Municipale, ma non perviene più alcuna riposta;
  • un gruppo di cittadini sanremesi residenti in Corso G Marconi, nella zona compresa tra i civici 274 e 298, dopo aver appreso che il proprietario dell’azienda “Divani& Divani” ha intenzione di acquistare l’area (la stessa di cui aveva dichiarato essere già di sua proprietà) per realizzarvi un parcheggio privato ,presenta una petizione popolare al Presidente della Giunta Provinciale ed al Sindaco di Sanremo affinché, ciascuno per le proprie competenze, si adoperino per far sì chel’aiuola torni ad assumere il suo aspetto originario, (rimettendo a dimora le due palme) e, soprattutto, affinché l’area in oggetto rimanga ad uso pubblico , ma, anche in questo caso, non ottengono risposta;
  • si apprende che è intenzione dell’Ente Provincia, a seguito dirichiesta di acquisto da parte di un privato (sempre il titolare dell’azienda “Divani & Divani), concedere il “nulla osta” alla vendita.”

Scopo della presente, oltre che informarLa di quanto è accaduto sino ad oggi relativamente all’aiuola in oggetto, è anche chiederLe che senso avrebbe la vendita del suddetto bene pubblico se non quello di favorire un privato evidentemente interessato a quell’area.

Ancora: la Provincia di Imperia ha forse necessità di “fare cassa” attraverso la dismissione delle aiuole pubbliche?

E non pensa che in questo modo si creerebbe un pericoloso precedente per cui se un qualsiasi altro cittadino chiedesse di acquistare l’aiuola a fianco a quella che ora la Provincia intende alienare, magari per trasformare anche questa in un parcheggio privato, sareste costretti ad autorizzarne la vendita?

E così via finché avrete venduto tutte le aiuole pubbliche?

Infine La preghiamo di tenere in seria considerazione quanto richiesto dai cittadini sanremesi residenti in Corso Marconi relativamente al mantenimento ad uso pubblico dell’area in oggetto, cittadini che non mancheranno , peraltro, di presenziare al Consiglio provinciale nel cui Ordine del Giorno verrà inserita suddetta pratica, al fine di poter verificare di persona quanti e quali Consiglieri sapranno manifestare sensibilità nei confronti della “cosa pubblica ”.

Con l’occasione, cordialità

Per i cittadini sottoscrittori la petizione popolare

Sanremo, 16/10/2006
VALERIA FARALDI

Se vuoi pubblicare un commento, contattami e provvederò a pubblicarlo. Grazie.

Pini marittimiLeggo sugli organi di stampa locali che il Presidente della II Circoscrizione (Foce) chiede nuovamente all’Amministrazione Comunale di intervenire radicalmente in via Padre Semeria per provvedere a quelle operazioni di riqualificazione della strada, come promesso in campagna elettorale, intendendo come operazioni di riqualificazione il taglio e la sostituzione dei 220 pini attualmente esistenti, la sistemazione del manto stradale e della rete fognaria.

Il Presidente della Circoscrizione afferma, inoltre, che la sua richiesta sarebbe stata avallata da 236 cittadini sanremesi che avrebbero espresso parere favorevole al taglio dei pini attraverso un questionario distribuito a residenti ed a proprietari di seconde case in Via Padre Semeria e cita, a tal proposito, i dati di quello che, erroneamente, definisce “referendum”.

Secondo le affermazioni del sig. Moroni avrebbero risposto al questionario 243 persone di cui il 97,5% avrebbe dichiarato di essere a conoscenza del problema e di ritenerlo di grandissima importanza per il quartiere, l’80% vorrebbe abbattere i pini, il 16% si dichiarerebbe contrario ed il 4% avrebbe detto di non sapere rispondere.

Vorrei permettermi di fare, a tal proposito, alcune osservazioni.

La prima riguarda proprio il questionario (non referendum), di cui ebbi informazioni molti mesi fa, quando lo stesso venne presentato in occasione di una seduta del Consiglio della Seconda Circoscrizione.

Il questionario, costituito da una premessa e da quattro quesiti, si presentava mal strutturato, parziale, non obiettivo, in una parola, insomma, del tutto tendenzioso.
Ma la cosa davvero più incredibile consiste nel fatto che prevedeva l’anonimato e ciò evidenzia chiaramente, oltre all’assoluta mancanza di serietà di coloro che lo hanno ideato e predisposto, l’estrema facilità nell’ottenere il risultato desiderato!

Inoltre, il Presidente della Circoscrizione Foce afferma che al questionario avrebbero risposto 243 cittadini.
Personalmente ho chiesto a molte persone residenti in Via Padre Semeria se lo avessero ricevuto: non solo nessuna di queste ne ha mai avuto copia, ma hanno anche affermato di essere certe che il questionario non sia stato somministrato a nessuno dei loro conoscenti residenti nella stessa via.

A questo punto sorge spontaneo domandarsi: quale valore può avere un questionario formulato e distribuito con simili modalità ?

Alcuni mesi fa, quando venne proposto di abbattere tutti i pini per sostituirli con palme, intervenni fermamente per impedire che ciò avvenisse in quanto sono convinta che la necessaria operazione di riqualificazione di Via Padre Semeria possa e debba avvenire senza il sacrificio degli alberi, patrimonio verde non solo di quella zona, ma di tutta la città.

Voglio ancora ricordare, e lo voglio ribadire, che questo non può e non deve diventare pretesto per l’Amministrazione Comunale per procrastinare gli interventi di sistemazione dei marciapiedi, di rifacimento della rete fognaria e del manto stradale.

A tal proposito sono convinta che sia davvero possibile effettuare gli interventi di manutenzione di cui la strada ha estremo ed urgente necessità salvaguardando il maggior numero di pini possibili, utilizzando possibili soluzioni tecniche alcune delle quali, peraltro, sono pervenute anche da consiglieri comunali ingegneri dotati di preparazione ed esperienza in materia.

Sono tuttavia consapevole che alcune piante dovranno necessariamente essere sacrificate in quanto, a causa dell’incuria delle varie Amministrazioni che si sono succedute nel corso dei decenni, hanno assunto un’esagerata inclinazione sul marciapiede o addirittura sulla carreggiata, ma ciò riguarda davvero pochi esemplari.

Voglio ancora evidenziare un elemento di non poca importanza: buona parte di quella zona è sottoposta a vincoli posti a tutela delle bellezze naturali da parte della Soprintendenza Regionale e pertanto i pini non si potranno certo abbattere solo per effetto di un questionario fantasma!

Infine voglio ricordare che i pini non sono né di destra né di sinistra, sono solo alberi e per la loro sopravvivenza non si stanno battendo soltanto i “comunisti di Rifondazione”, come afferma il sig, Moroni, ma posso assicurare che in questa battaglia si stanno impegnando moltissime persone che non hanno colore politico e che hanno semplicemente a cuore l’ambiente in cui vivono.

Sono persone che vivono proprio lì, in quella via e che si sono già da tempo attivate con petizioni e raccolte firme per fermare questo folle progetto.

A questo punto, però, l’Amministrazione Comunale deve uscire dall’ambiguità e dire con chiarezza cosa intende fare.

E se davvero intendesse tenere in conto i risultati di un assurdo questionario per procedere nel progetto di eliminazione degli alberi di Via Padre Semeria, allora lancio una sfida: facciamo un referendum, ma un referendum vero questa volta, come previsto dai nostri regolamenti comunali.

Solo questo potrebbe essere uno strumento efficace per consultare seriamente e non strumentalmente i cittadini sanremesi residenti in Via Padre Semeria!

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