Casino di SanremoIl Partito della Rifondazione Comunista del Circolo di Sanremo, esaminato il bilancio di previsione 2006, esprime alcune considerazioni in merito.

I tempi dell’approvazione del bilancio si sono talmente dilatati al punto che il documento sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale il 15 del mese di giugno.

L’incredibile ritardo, che rende persino ridicolo chiamare “previsionale” un bilancio che verrà varato a metà dell’esercizio in corso, è da attribuirsi all’estrema litigiosità ed all’improvvisazione con cui la giunta Borea sta amministrando la città, le cui conseguenze negative continuano, inevitabilmente, a ricadere su tutti i cittadini sanremesi.

Ancora una volta il bilancio partecipativo, promessa elettorale divenuta poi impegno del sindaco Borea nelle sue linee di mandato, rimarrà tale, cioè una promessa.

In tal senso non si registrano significativi passaggi che ne indichino l’avvio, così come non possono essere assolutamente considerati passi che vadano nella direzione dell’introduzione del bilancio partecipativo né il documento economico relativo all’anno 2005 definito “trasparente”, né quello dell’esercizio in corso denominato “sociale”.

In realtà, i bilanci varati dalla giunta Borea negli anni precedenti, così come quello relativo all’esercizio in corso, non evidenziano significativi elementi di discontinuità rispetto a quelli predisposti ed approvati, in passato, dalle giunte Bottini-Bisssolotti.

L’unica novità è rappresentata dai tagli imposti dalla Legge Finanziaria, ma non dimentichiamo che il Comune di Sanremo continua ad essere uno dei più ricchi in Italia, se si considera che il bilancio dell’anno in corso pareggia a circa 200.000.000 di Euro.

Le logiche del passato sono riconfermate, in quanto, nonostante i tagli imposti, si continuano ad investire enormi somme in eventi, molti dei quali poco produttivi: infatti, nonostante sia stato già ampiamente dimostrato che non si possa risolvere la crisi del settore turistico che attanaglia la nostra città con le manifestazioni, anche quest’anno a questo settore sono state destinate notevoli risorse (più di 7.000.000 di Euro).

Inoltre, nonostante la Finanziaria non abbia intaccato il settore dei Servizi Sociali, che, viceversa, vede addirittura aumentare il proprio budget (come peraltro già avvenuto lo scorso anno), rileviamo un ingiustificato aumento di tutti i servizi pubblici a domanda individuale (mensa scolastica, residenza protetta “Casa Serena”, scuola estiva, soggiorni estivi ed occupazione del tempo libero degli anziani).

Tra tutti questi servizi il caso più eclatante è sicuramente costituito dalla residenza protetta “Casa Serena”, dove la copertura dei costi a carico dei cittadini ha raggiunto con l’esercizio 2006 addirittura l’84,74% (lo scorso anno era già lievitata e si era attestata al 73,79%).

Se incrociamo questo dato, molto preoccupante per una città ricca come la nostra, con la carenza ormai cronica di strutture per persone anziane, pur in presenza di una popolazione di età senile oltre i 65 anni di ben 16465 persone, ci rendiamo conto che, ancora una volta, le notevoli risorse del nostro Comune non sono state destinate a migliorare la qualità della vita dei cittadini meno abbienti, ma, come in passato, continuano ad essere destinate a ceti sociali più fortunati, da sempre garantiti.

Sempre nel campo del sociale si registra, ancora, una notevole carenza per quanto concerne la disponibilità di posti negli asili nido, in quanto non possono essere certamente considerati sufficienti gli interventi effettuati in questo ultimo anno.

I posti nel nuovo asilo nido aziendale avranno probabilmente risolto i problemi di alcuni lavoratori dipendenti, ma resta il problema serio dell’abbattimento delle liste d’attesa per tutte le altre categorie di lavoratori, che non può certamente essere risolto con la realizzazione di alcuni servizi innovativi.

Si registra, anche per quest’anno, la mancanza di un terzo asilo nido nella zona della Foce, la cui realizzazione è prevista all’interno dell’ex Patronato San Vincenzo, scelta alquanto opinabile sia per l’inadeguatezza dell’edificio, sia per l’utilizzo estremamente disomogeneo dei locali, se si considera che, a quanto annunciato dagli amministratori locali, oltre alle aule della scuola materna, elementare, media e forse anche delle scuole superiori, essi serviranno per la realizzazione della mensa comunale che fornirà i pasti per tutte le scuole sanremesi.

Un’altra considerazione riguarda la scarsa attenzione per le frazioni, le zone periferiche, i centri storici in genere e della “Pigna” in modo particolare ove si può osservare come numerosi interventi finanziati negli anni precedenti non siano ancora stati ultimati.

Alcuni esempi: il progetto di restauro della Chiesa e della Piazza Santa Brigida risalgono all’anno 1997, il risanamento igienico sanitario di Via dei Mille, di Via Alleanza/Palmari e di Via Capitolo, così come il recupero degli alloggi della stessa Via Capitolo, al 2002 ed il risanamento igienico delle “Rive” della Pigna all’anno 2004.

L’ultima considerazione, non certo per importanza, è relativa alla totale assenza di interventi nel campo dell’edilizia residenziale pubblica, nonostante la vera e propria emergenza casa in città.

I cittadini sanremesi continuano ad attendere la nuova “primavera Borea”…

PER IL CIRCOLO SANREMESE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

VALERIA FARALDI

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Comune di SanremoÈ trascorso quasi un anno dalla vittoria sanremese della coalizione civico-progressista, e ritengo che, in realtà, ogni festeggiamento per l’occasione sarebbe davvero fuori luogo ed alquanto stonato. Intanto, prima di esprimere la mia opinione sul primo anno del mandato Borea, credo che, per esigenza di chiarezza, sia fondamentale ricordare l’esatta collocazione del Partito della Rifondazione comunista sanremese rispetto alla nuova Amministrazione.

Rifondazione Comunista, com’è noto, non ha voluto fare parte della coalizione che ha sostenuto l’attuale sindaco, in quanto, coerentemente, riteniamo che la partecipazione ad un cartello elettorale (quale ritengo sia stato quello formato a sostegno di Borea), debba essere motivata solo ed esclusivamente dalla condivisione di un programma di cui il candidato sindaco sappia farsi interprete.

Il nostro Partito non ha mai avuto la possibilità di discutere di programmi elettorali, in quanto la coalizione che si andava formando con le forze di centro – sinistra si è frantumata nel momento in cui lo stesso centro-sinistra ha accettato che una forza come la nostra, che ha contribuito fattivamente a far cadere anticipatamente il Sindaco Bottini, venisse sostituita con una parte di centro-destra, formato, peraltro, in buona parte da transfughi sino a pochissimo tempo prima alleati di Bottini e della sua coalizione. L’allora candidato Sindaco Borea e la sua lista civica (La città ideale) hanno posto, infatti, un disgustoso veto su Rifondazione comunista, senza che nessuna formazione del centro sinistra, con il quale, peraltro, avevamo già stretto un patto di alleanza, intervenisse per evitare che ciò avvenisse e senza soprattutto che si discutesse, ancor prima che di cartelli elettorali e di persone candidate alla carica di sindaco, delle questioni serie ed importanti per i cittadini sanremesi e cioè delle scelte che li riguardano, delle decisioni che sulla loro pelle verranno assunte, in una parola, senza discutere del programma.

Queste, in estrema sintesi, le ragioni per cui ci siamo presentati alle elezioni del giugno dello scorso anno con un nostro programma, una nostra lista ed un nostro candidato sindaco e, nonostante una campagna elettorale condotta dalla coalizione definitasi civico-progressista veramente scorretta sotto ogni aspetto nei nostri confronti (anche sotto il profilo umano), non abbiamo raggiunto il quorum solo per una manciata di voti.

Al momento del ballottaggio, nonostante l’atteggiamento tenuto nei confronti di Rifondazione comunista, poiché i nostri voti erano necessari per vincere, l’attuale sindaco Borea non si fece troppi scrupoli a varcare la soglia del circolo del nostro Partito per chiederci chiaramente di convogliare i voti del nostro elettorato su di lui. In quell’occasione rispondemmo che fosse lui stesso a saper intercettare l’elettorato di Rifondazione facendo leva su alcuni punti programmatici che gli indicammo e, nonostante Borea non si sia mai rivolto pubblicamente ai nostri elettori , al ballottaggio l’elettorato di Rifondazione lo ha votato, contribuendo così alla sua vittoria. Successivamente Rifondazione non ha partecipato alla spartizione di posti di governo e/o di sottogoverno, incarichi, poltrone o poltroncine…., ma ha semplicemente chiesto il rispetto di quei punti programmatici indicati, cari al nostro elettorato ed alle fasce sociali che abbiamo l’ambizione di rappresentare.

Oggi nessun esponente di Rifondazione Comunista siede in consiglio comunale, né ha responsabilità di incarichi di sotto governo nelle “partecipate” del nostro Comune (come AMAIE, Sanremo Promotion ecc.). Voglio fare questa precisazione perché mi capita spesso, evidentemente per disinformazione, di essere accusata di corresponsabilità nella mala gestione del sindaco Borea e della sua giunta. E’ accaduto anche dalle pagine del Suo giornale di giovedì 19 maggio u.s., quando il sig. Giovanni Parodi (che non conosco personalmente) accusava Borea di essere alleato dei comunisti ed indicava segnatamente Rifondazione comunista e Comunisti italiani.

Porto questo esempio per ricordare, con l’occasione, che vi è una differenza sostanziale tra le due formazioni politiche: mentre i Comunisti italiani hanno fatto parte della coalizione che ha sostenuto Borea, presenti nella lista “Uniti per Sanremo” e sono pertanto rappresentati in Consiglio comunale, Rifondazione comunista non ha mai fatto parte di quella coalizione, non ha mai condiviso quel progetto, quel programma, quel cartello elettorale, non ha esponenti in consiglio comunale, né altrove, non ha, insomma, nessuna responsabilità rispetto all’attuale Amministrazione.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa, veniamo al giudizio sul primo anno del mandato Borea.

Non mi è mai piaciuto far parte della categoria di coloro che amano affermare “io l’avevo detto…..”, in questo caso, poi, preferirei sinceramente poter dire : “mi sono sbagliata”! A distanza di circa un anno dalle elezioni che dovevano segnare (come promesso da Borea e dalla sua coalizione) “Una nuova primavera per Sanremo”, e cioè un radicale cambiamento, un’autentica riscossa per la nostra città, abbiamo assistito, in realtà, ad uno spettacolo in cui la maggioranza non ha fatto altro che esibire un alto tasso di riottosità che ha avuto come inevitabile conseguenza la paralisi amministrativa.

Nel contempo abbiamo però anche assistito a grande dinamismo ogni qualvolta si è trattato di decidere l’attribuzione di posti di sotto governo, incarichi e posti di prestigio molto ben remunerati , tutti assegnati con antiche logiche spartitorie, da sempre condannate da coloro che prima sedevano sui banchi dell’opposizione ed ora governano la città. L’ultimo caso, poi, quello di “Area 24”, ha evidenziato, oltre che le stesse logiche spartitorie, anche l’odiosa subordinazione della nostra città a Genova “padrona”.

La vicenda del bilancio previsionale 2005, poi, è davvero emblematica.

Infatti, il primo bilancio della giunta Borea, che tutti attendevano come manifestazione del “nuovo” non è stato che una fotocopia dei bilanci delle Amministrazioni precedenti: si continua con la politica turistica basata sulle manifestazioni, mentre la città ha necessità di strutture e infrastrutture e le ingenti somme di cui il nostro Comune dispone, provenienti, peraltro in gran parte dalla Casa da Gioco, non vengono destinate per risolvere gli annosi problemi che affliggono i cittadini sanremesi. Nessun intervento concreto rispetto ai problemi del lavoro e della casa e le stesse cospicue somme a disposizione dell’Assessore ai servizi sociali, per sua stessa dichiarazione “non sono state destinate all’innovazione”.

Che dire poi della “trasparenza amministrativa”?

Tra i punti programmatici che noi indicammo al Sindaco Borea in occasione del ballottaggio, vi era proprio quello relativo al “bilancio partecipativo”; ora il bilancio previsionale 2005 è stato licenziato dal Consiglio comunale (con la nota vicenda del tentato scioglimento dello stesso consiglio, che ha messo ancora una volta in luce il grado di affiatamento di questa maggioranza, con personaggi come Parsi e Marra pronti a firmare insieme all’opposizione!), senza che vi sia stato il benché minimo coinvolgimento dei cittadini sanremesi, secondo quella che è la vera filosofia del “bilancio partecipativo”.

Infine, che dire dello stato disastroso in cui si trovano le due principali aziende della nostra città: Casa da Gioco ed AMAIE?

Leggiamo proprio in questi giorni delle difficoltà registrate dal Casinò, legate alla considerevole perdita di incassi e tutti abbiamo ben presente cosa questo significhi per l’economia cittadina, e, per quanto concerne l’AMAIE, ad oggi non è ancora stata definita la strategia per uscire dalla crisi attraversata dell’Azienda sanremese, con conseguente situazione di incertezza sia per i lavoratori dipendenti che per noi cittadini utenti.

Potrei continuare a lungo con esempi per cui il giudizio su questo primo anno di Amministrazione è, a mio parere, negativo, ma ragioni di contenimento dello spazio, mi obbligano a limitarmi a questi pochi.

So che a questo genere di critiche il Sindaco e la sua giunta rispondono che ci vuole tempo e non si può pretendere un cambiamento immediato. Su questo, credo, non vi siano dubbi. Nessuno è così ingenuo da pensare che la città possa cambiare volto in un anno!

Ma non è questo il punto.

A mio avviso, l’unico vero cambiamento che si sarebbe potuto e dovuto vedere in questo anno era il cambiamento del metodo di governare, condizione necessaria e sufficiente per rivoluzionare tutto in questa nostra piccola città di provincia, dotata, però, di tante risorse!

Invece il metodo è rimasto lo stesso adottato dalle giunte pentapartitiche prima (quelle che hanno rovinato Sanremo, con amministratori ora presenti nell’attuale Amministrazione civico-progressista), e dalle giunte di centro-destra poi (con esponenti, anche questi, ora presenti nella giunta Borea)

Che delusione nel constatare che tanti miei “compagni di lotte e di battaglie”, abbiano scelto questa strada per vincere a Sanremo e non abbiano capito che spesso, purtroppo,“vincere non significa governare ”!

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